la storia del klinker
IL KLINKER TRAFILATO Il Klinker trafilato è uno dei materiali più resistenti che siano mai stati realizzati. Nasce dall'argilla, che viene miscelata con acqua, plasmata, essiccata e sottoposta a una lenta Il nome "Klinker" deriva dall'olandese "Klinkaerd" e "Klinken", risuonare.
* La superficie è molto resistente sia alle aggressioni chimiche (acidi e oli) che alle sollecitazioni fisiche (urti e graffi).
Il klinker è uno dei numerosi materiali che derivano dalla formatura e dalla cottura ad alte temperature dell’argilla. Esso si distingue per alcune fondamentali caratteristiche: innanzitutto la formatura della piastrella che avviene per "estrusione", quindi per l’elevata temperatura di cottura del prodotto ( 1230 - 1290 ° C), ed infine per la notevole permanenza della piastrella ad altissime temperature. Storicamente il Klinker nasce nei paesi del Nord Europa dove, prima in Olanda e successivamente nella Germania settentrionale, viene usato in maniera diffusa nella forma di mattone pieno dalla elevata resistenza alla compressione - per pavimentazioni stradali ad elevato traffico, per la sua resistenza all’usura, edifici pubblici e privati, scuole, ponti, ecc - per cui nella pratica si è associato il termine "Klinker" al mattone stesso. Ancora oggi lo si ritrova in alcune vecchie costruzioni di questi paesi utilizzato come mattoni di grosso spessore con funzioni di struttura portante ed estetiche. L’introduzione della struttura portante in cemento armato e gli elevati costi di questo materiale portarono all’abbandono dell’utilizzo del klinker come elemento strutturale e ai primi utilizzi come elemento decorativo nei rivestimenti di facciate, ruolo che comportò una riduzione dello spessore e del peso. Il klinker attualmente prodotto viene ottenuto per formatura a estrusione di una miscela di diverse argille quali caolinite e illite, argille pregiate che provengono in prevalenza dai grandi giacimenti del Westerwald in Germania, oltre a sgrassanti e fondenti, necessari per evitare ritiri in cottura e per contribuire a vetrificare il prodotto. Queste argille subiscono dei processi di essicazione, miscelazione e macinazione ed in seguito vengono avviate alla fase di impasto ad umido, che ha lo scopo di omogeneizzarle, ottenendo un impasto plastico atto ad essere estruso nella successiva fase di trafilatura. Prima di subire questa operazione il materiale viene immagazzinato in silos che permettono una stagionatura dell’impasto, una omogeneità nella percentuale di umidità, e svolgono anche una funzione di polmone per permettere al forno di lavorare sette giorni la settimana. A differenza della pressatura con cui si determina la forma della maggioranza delle piastrelle, il processo di trafilatura prevede la immissione nell’impianto di trafilatura dell’impasto dai silos, e la fuoriuscita di questo da fori rettangolari di un filone continuo di materiale che viene quindi tagliato in parti eguali, caricato sopra a dei carrelli ed inviato nell’essicatoio, per eliminare la componente di umidità. Concluso il processo di essicazione i pezzi vengono inviati alla linea di smaltatura e quindi stoccati in attesa della cottura; essa viene eseguita, a seconda della modernità dell’impianto, all’interno di tradizionali forni a tunnel con carrelli o in moderni forni a rulli, che consentono una notevole riduzione dei tempi di carico e scarico. In questa fase il materiale viene cotto ad una temperatura che supera i 1200 gradi centigradi, permettendo così di innescare un principio di vetrificazione che rende il Klinker un materiale resistente alla compressione, all’usura, alle escursioni termiche. Una volta cotti i pezzi vengono selezionati, imballati ed immagazzinati. ImpiegoIl Klinker riassume al meglio le caratteristiche tecniche per gli impieghi più gravosi come le aree esterne delle cotruzioni, ove gli sbalzi termici mettono a dura prova i materiali. La durezza, la resistenza l’inassorbenza, la resistenza al gelo ed ai forti sbalzi termici, la resistenza all’azione degli agenti atmosferici ed agli acidi, oltre che una elevata resistenza agli urti ed all’usura più intensa che caratterizzano questo materiale lo rendono l’ideale in situazioni estremamente provanti, come nei casi in cui la destinazione d’uso della pavimentazione è un cortile o un passo carraio o nei casi in cui la pavimentazione è circondata da sabbia o ghiaia che possono provocare graffi e abrasioni. Un altro ambiente che richiede materiale dalle elevate caratteristiche tecniche è la piscina. Forse in nessun altro ambiente le superfici sono sottoposte a tante e così diverse sollecitazioni: il contatto protratto con l’acqua, l’azione del gelo e del disgelo, le sollecitazioni esercitate dai prodotti chimici impiegati per la disinfezione, dagli oli, dai grassi, dai cosmetici, oltre alla sollecitazione meccanica generata dal movimento continuo della massa d’acqua. Sono allora necessari materiali con caratteristiche fisico-chimico-meccaniche eccezionali. Il klinker riesce a soddisfare ampiamente tali richieste, assicurando inoltre anche la soddisfazione delle esigenze igieniche. Esso è infatti facile da pulire e si mantiene pulito a lungo permettendo di evitare il costituirsi di un terreno di coltura per muffe ed altri microorganismi. Posa in operaPer questa tipologia di materiale oltre a quanto già detto in articoli precedenti per la posa di altri prodotti ceramici, si rendono necessarie alcune ulteriori cautele. La scalibratura, e cioè la imperfezione geometrica che caratterizza il Klinker e che ha origine dall’elevato ritiro dimensionale (circa il 10 %) che si verifica durante la cottura, ne rende sconsigliabile la posa senza fughe o con fughe ridotte. E’ infatti necessario posare il prodotto con una "fuga larga", prevedendo cioè una distanza tra le piastrelle di circa 5/8 millimetri. La posatura si può realizzare, come per gli altri prodotti ceramici, con il tradizionale metodo della malta cementizia o con i collanti. Questi ultimi permettono una maggior velocità di posa e uno spessore ridotto del sottofondo che permette di non sovraccaricare le strutture dei fabbricati, pur implicando una spesa superiore. Uno degli aspetti pregevoli del Klinker è la sua stonalizzazione, la varietà, cioè, dei toni di colore da una piastrella all’altra. Per ottenere questo piacevole effetto sarà necessario prelevare piastrelle da scatole diverse e miscelarle a piacimento prima della posa. E’ inoltre opportuno posare le piastrelle sempre nella direzione della trafilatura, e cioè della scanalatura posta sul retro della piastrella. Infine, si è visto come il Klinker sia ideale per ambienti esterni. In questi casi si rendono necessarie alcune cautele: - realizzare lo strato sottostante il pavimento con le opportune pendenze che evitino il formarsi di ristagni d’acqua; - predisporre opportuni giunti di dilatazione perimetrali e nel pavimento, per permettere la dilatazione e la contrazione del pavimento in seguito alle brusche variazioni di temperatura che inevitabilmente si verificano all’esterno. |